Burocrazia ed i cittadini: perché puntare a produttività ed efficienza

Avatar

Con questa riflessione intendo puntualizzare sul ruolo della burocrazia in uno Stato che riconosca e tuteli l’individuo. Questo perché è difficile tracciare una linea di demarcazione tra libertà e diritti. Spesso si confonde la libertà negativa con la libertà positiva. Probabilmente non tutti sanno che la libertà positiva non ha nulla a che fare con l’autodeterminazione. Il termine “positivo” deriva dal latino positivus, ovvero “che viene posto, da positus”. In breve, la positività, in tempi in cui ogni protesta e critica è negazione, diventa la costruzione di un dovere morale etico imposto dallo Stato. In un regime che impone la libertà positiva, vigono: il totalitarismo, l’intolleranza e il dispotismo. L’essere umano, in queste circostanze, è costretto a servire l’intera umanità secondo le necessità del supremo governatore.

La libertà negativa, invece, è tutt’altro che oppressione e intolleranza delle scelte soggettive per i propri interessi. Per libertà negative s’intendono le condizioni in cui gli individui, tutti i cittadini, hanno la possibilità di agire, o di non agire, senza impedimenti e costrizioni. La libertà negativa permette all’individuo di agire per i suoi interessi e servire gli altri volontariamente.

La produttività e l’efficienza

Attualmente ci troviamo in mezzo alle due libertà. Difatti lo Stato privilegia coloro che operano nel settore pubblico, difficilmente possono essere licenziati e il loro stipendio non è strettamente dipendente dalle prestazioni lavorative. Non di rado si percepisce l’impiego pubblico come migliore di quello privato, per condizioni economiche ma anche perché è l’iniziativa privata è fortemente limitata proprio dalla burocrazia.

Burocrazia vuol dire anche favoritismi che nel settore pubblico si traducono in inefficienza funzionale oltre che pratiche scorrette che generano altri costi per lo Stato in termini di controllo e contrasto. Certamente vi è del leggero favoritismo nel settore privato, un imprenditore può far lavorare suo figlio nella propria impresa preferendolo ad un altro individuo anche se questo abbia maggiori competenze. La differenza netta sta nella produttività, un imprenditore non può far lavorare nella sua impresa persone inesperte o non sufficientemente performanti, poiché queste risulterebbero non abbastanza produttive; senza saper servire i clienti, l’impresa andrà in perdita e fallirà. In una impresa pubblica ciò non accade, l’impresa sotto la gestione pubblica vedrà la mutualizzazione delle perdite. Questo perché la liquidità proviene dai contribuenti, obbligati a pagare le tasse.

È proprio la remunerazione, la differenza sostanziale. Lo Stato non è imprenditore, il denaro a disposizione dello Stato deriva da imposte in cambio di servizi pubblici. L’imprenditore non ha questo potere, non può costringere nessuno a pagare per una servizio. In Unione Sovietica, così come a Cuba e Venezuela, un consumatore non ha alcun diritto di scegliere coi suoi denari derivati dal duro lavoro la merce da acquistare. Un consumatore in questi regimi è costretto non solo a servire lo Stato, ma a consumare ciò che lo Stato ha prodotto. Negli Stati Uniti i produttori competono tra di loro per servire i consumatori, cercano in ogni modo di rendere i propri servizi migliori per i clienti, poiché la remunerazione deriva da loro; i proprietari ringraziano sempre coloro che li remunerano sperando che arrivi a spendere anche la prossima volta puntando alla fidelizzazione.

 

Le basi di una società libera

Il compito della burocrazia sarebbe quello di difendere ogni cittadino, che esso sia italiano o straniero. Per questo è necessario sottolineare che questa riflessione non mira a screditare la burocrazia di per sé, bensì quella invasiva.

La legge, attraverso la burocrazia, deve far rispettare il diritto di proprietà rispettando gli individui, evitando di ostacolare l’autodeterminazione. Difatti una burocrazia invasiva non opera per il beneficio di ogni individuo, al contrario, renderebbe il popolo schiavo della macchina burocratica.

Ciò a cui aspira ogni liberale è studiare e ricercare soluzioni senza invocare il potere di un governo centrale.

0