Lo stato interventista alimenta la pandemia

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Molti hanno l’impressione che l’economia sia come la plastilina usata dai bambini. Che si possa maneggiarla a preferenza, che le si possa dare la forma che più aggrada. In un mondo parallelo l’economia è la plastilina, lo stato è il bambino, il governo socialista.

Nella realtà però, l’economia non è una plastilina e tanto meno lo è il mercato.

Quest’ultimo, anzi, si compone di due attori: il produttore, cioè colui che vende, e il consumatore, cioè colui che acquista. Il produttore cerca di studiare le esigenze di chi acquista, mentre chi acquista sceglie cosa acquistare. Da una parte, abbiamo il costo per soddisfare delle esigenze, dall’altra abbiamo il potere d’acquisto costruito con il lavoro. Questo meccanismo dà origine ad un implicito accordo, che si concretizza per mezzo del prezzo. È il modo, semplificato, banalizzato, con cui due attori soddisfano contemporaneamente le loro aspettative. L’obiettivo di chi vende sarà quello di ottenere una ricompensa adeguata al suo impegno nel specializzare i propri prodotti. Il desiderio di chi acquista sarà di ottenere ciò di cui ha bisogno o ciò che lo rende felice.

La storia insegna che l’umanità è andata avanti grazie a questo semplice meccanismo. Un meccanismo che coinvolge tantissime realtà e un numero incalcolabile di individui di molte nazioni. Questo meccanismo favorisce – indirettamente o tacitamente – una convivenza civile. Un meccanismo che permettere di esaltare al meglio ciascun individuo. Ogni venditore avrà convenienza a darsi da fare per piacere al cliente, così come ogni acquirente lavorerà e si impegnerà duramente affinché possa ottenere quel potere d’acquisto utile per raggiungere i suoi obiettivi, per soddisfare le sue esigenze, siano esse primarie o no.

Una situazione drammatica, come quella provocata dal Corona virus, rischia di intaccare questa legge non scritta.

Il meccanismo del vantaggio comparato tra due attori favorisce sempre l’abbondanza. Ma cosa succede quando mettiamo degli ostacoli a questo semplice meccanismo? Cosa succede se il governo socialista decide quali sono i produttori per voi? Cosa succede, peggio ancora, se il governo socialista sceglie il prezzo per voi?

Se il governo pone dei correttivi, con restrizioni o prezzi politici, il meccanismo non solo si ferma, ma addirittura si innesca il processo inverso. Non sarà più una corsa verso l’abbondanza, verso la soddisfazione generale, dove il produttore è pronto a prodigarsi, affinché il consumatore possa godere di ciò di cui ha bisogno, ma inizierà una repentina corsa verso la sopravvivenza.

Perché accade questo? Perché un venditore non entra nel mercato per generosità, altruismo o per benevolenza del prossimo. Si mette nel mercato per poter vedere ricompensato il suo investimento, per portare a casa un risultato, ossia quello del profitto.

Se un governo socialista, dunque, decide di applicare dei prezzi politici o “calmierati”, non solo distorce il meccanismo dei prezzi, ma provoca un minore incasso per le aziende che hanno acquistato la merce, sino ad eliminare ogni convenienza alla vendita. Da qui l’emergere anche di una cattiva propensione da parte delle stesse a vendere il proprio bene nel paese in cui i prezzi sono fissati artificialmente, decidendo di togliere dal mercato quel prodotto.

Nonostante, infatti, lo stato possa, a quanto pare, imporre di rivendere qualcosa ad un prezzo specifico, di certo non può costringere i produttori a venderlo. E questo comportamento potrebbe essere emulato da tanti altri imprenditori del settore.

Se prendiamo come esempio la questione delle mascherine, è facile notare come alcune aziende abbiano già deciso di togliere dal mercato i propri prodotti, dopo aver appreso dal Governo Conte che queste sarebbero potute essere vendute ad un prezzo politico non superiore 50 centesimi.

Il rischio, in una situazione delicata come questa, è che il governo metta in serio pericolo la vita delle persone. La contraddizione regna sovrana davanti ad una politica che, imponendo il lock down in una situazione di emergenza sanitaria, favorisce al tempo stesso la sparizione dal mercato di uno strumento fondamentale per la nostra salute: le mascherine.

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