Covid 19 e la sempre dimenticata Africa

 In Attualità

In questi giorni si sente spesso parlare di dare priorità alla vita delle persone e di avere una visione collettiva e di non pensare solamente ai propri interessi.

Uno dei punti critici e di discussione riguarda la riapertura delle Aziende, sia settori “essenziali” che non; La critica alla riapertura spesso parla di come si mettano a repentaglio le vite delle persone.

A tal proposito ne si può notare una mancanza di visione globale, si parla continuamente di economie avanzate come Germania, Usa, Olanda, Italia,…

I governi di Asia, Europa e Nord America stanno adottando un approccio che possiamo definire “scaglionato” a questa emergenza pandemica, e ogni step ha conseguenze diverse sulle economie locali.

Queste procedure hanno elevati costi diretti (spese effettive dello stato per il controllo) e indiretti (chiusura fabbriche e rallentamento economia) che questi paesi, con più o meno difficoltà, hanno deciso di affrontare.

Ma quali sono gli effetti di questo virus sugli stati con delle economie poco sviluppate?
Se Stati come Germania e USA possono indebitarsi senza problemi e praticamente a costo zero i governi africani si dovanno esporre ad una crisi del debito.

Non potendo affrontare certe spese, sperano nella loro popolazione giovane e nel clima più caldo.
Scelta rischiosa, considerando che non si ha certezza che il clima caldo effettivamente riduca l’impatto del virus, ma altrimenti non possono fare.
Solo il tempo ci mostrerà chi era dalla parte giusta del ragionamento.

L’unica cosa certa è che verrà colpita duramente dalla recessione globale, più degli Stati occidentali e più del 2008: difatti l’impatto più negativo dell’epidemia – che ha già cominciato ad avere conseguenze devastanti sia per l’economia che per la politica internazionale – sui Paesi africani di queste aree dipenderà dal fatto che il prezzo del petrolio sia sceso ai livelli più bassi degli ultimi due decenni. Ci sono Paesi esportatori di petrolio come l’Algeria, la Libia, la Nigeria, l’Angola, il Congo, il Gabon e la Guinea Equatoriale, il cui reddito dipende dal petrolio, che sentiranno profondamente questa crisi nel breve periodo.

Il disaccordo tra Russia e Arabia Saudita sui tagli alla produzione e il massiccio aumento della produzione di Riyadh hanno portato a gravi cali dei prezzi del petrolio. A ciò si è aggiunto il rapido calo della domanda di petrolio in Cina, dove è emersa la pandemia, che ha privato i Paesi africani esportatori di petrolio associati a questo Paese, della loro principale fonte di reddito.
Oltretutto anche il Rame è scambiato ai minimi dal 2016
In più, a causa delle restrizioni economiche della Cina, i commercianti di tutta l’Africa stanno lottando per ottenere l’accesso alla vasta gamma di beni importati.

L’analisi della Banca Mondiale ha stimato che nella zone Sub-Sahaariana questa recessione costerà tra i 37 e i 79 miliardi di dollari
Questa crisi può potenzialmente portare ad una “food security crisis”, con la produzione agricola che si contrarrebbe, in caso di blocco delle transazioni, del 7%.
L’import di cibo si ridurrebbe tra il 13 e il 25%.

I danni che l’epidemia globale causerà all’economia africana nel medio termine potrebbero essere molto più gravi del suo impatto sulla salute. Nella situazione attuale, l’andamento negativo dei mercati azionari, i prezzi delle materie prime, il valore delle valute nazionali e dei tassi di interesse, nonché il blocco o la riduzione della circolazione internazionale sono i principali fattori che innescheranno una crisi economica globale. I governi occidentali cercheranno di superare questa crisi con programmi di aiuto su larga scala per i settori colpiti dall’epidemia, ma non è possibile per i Paesi africani – che non hanno le stesse risorse – mettere in atto tali pacchetti di misure. Tuttavia, alcuni Paesi africani, in particolare quelli in cui il settore agricolo è fiorente, probabilmente supereranno la crisi con un danno relativamente minore.
Il forte rischio è che questa crisi possa portare più morti per fame e scarse condizioni di vita che per Covid-19, bruciando del tutto i lenti miglioramenti che l’Africa ha fatto negli ultimi decenni.

Tutti questi dati, uniti ad uno scadente sistema sanitario potrebbero portare ad un vero e proprio disastro sia economico che umano per l’Africa.
Questa instabilità dell’Africa potrebbe propagarsi nelle vicine zone del Mediterraneo e del Medio-Oriente portando a chissà quali scenari.
Basti pensare alla Crisi del 2008, con l’avvento subito dopo della Primavera Araba e alle guerre civili.
Una nuova emigrazione di massa in Europa e limitrofi, dove politici di ogni fazione potranno camparci di propaganda per gli anni a venire.

Quindi quando parliamo se riaprire o no le fabbriche, non parliamo solo di profitto, di denaro, di lucro o di qualche cattivone pronto a “rubarvi il plusvalore”, ma stiamo parlando di vite.

Perché la vita di ogni individuo, almeno ai miei occhi, ha sempre lo stesso valore.

 

 

 

Fonti

 


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