Il Comitato per il Nobel ha perso contatto con la vera scienza

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(Traduzione di Francesco Chevallard dell’articolo originale “The Nobel committee has lost touch with actual science[1], pubblicato sul Washington Times il 21/10/2019, a firma di Deirdre McCloskey[2])

Il 14 Ottobre scorso, Abhijit Banerjee e Esther Duflo (che sono sposati fra di loro: lei era una sua studentessa), entrambi dell’MIT, e Michael Kremer, di Harvard, hanno vinto il Premio per l’Economia in Memoria di Alfred Nobel per i loro “esperimenti sul campo” (“field studies”) in Paesi poveri.

In sostanza, i vincitori – teniamo presente che Esther Duflo è la più giovane vincitrice di sempre e la seconda donna nei 50 anni di storia del premio – hanno realizzato numerosi esperimenti in cui somministravano ad un gruppo di individui un certo trattamento, ad esempio fornitura di occhiali da vista a bambini Cinesi che stavano imparando a leggere, e usavano un analogo gruppo come controllo (il gruppo di controllo non riceveva occhiali). Per poi cercare la risposta alla domanda: quanto apprenderanno meglio a leggere i bambini con occhiali?

L’idea alla base è di replicare in Economia ciò che in medicina è definito il “gold standard” degli studi randomizzati: “gold standard” perché coloro che conducono esperimenti sul campo di questo genere sostengono di estrarre “oro” da un punto di vista del valore scientifico. Se i bambini con occhiali imparano a leggere molto meglio, allora gli economisti possono raccomandare la policy di dare occhiali a bambini che hanno problemi di vista; che è un po’ come raccomandare un’aspirina al giorno a chi ha già subito un attacco di cuore. Dai occhiali ai bambini, non dare alla gente zanzariere, e via così con migliaia di altre prescrizioni medico-economiche. Povertà mondiale abolita. E mantenendo un approccio rigorosamente scientifico.

Cosa potrebbe andare storto?

Un sacco di cose. L’esempio degli occhiali da vista non è ipotetico. Tre seguaci dei nuovi Premi Nobel, gli economisti Glewwe, Park e Zhao, riferirono nel 2012 il loro successo su 19.000 bambini con problemi di vista. Grazie a un finanziamento della Banca Mondiale, a migliaia di loro furono dati occhiali a 2 dollari al paio, e impararono i caratteri Cinesi. Altre migliaia non li ricevettero, e non li impararono.

Tutto corretto? Nel 2016, altri 2 economisti, Stephen T. Ziliak e Edward R. Teather-Posadas, studiarono l’esperimento; e scoprirono devastanti errori nell’uso delle statistiche da parte degli sperimentatori e dei loro sostenitori. Molti altri economisti, come i premi Nobel Angus Deaton e James Heckman, hanno espresso profonde preoccupazioni tecniche sugli esperimenti sul campo. La principale è che si possa dedurre da uno studio locale una raccomandazione per una politica a livello nazionale. Gli esperimenti in ambito educativo hanno portato a fraintendimenti ed errori in questo campo, come ha argomento la filosofa della scienza Nancy Cartwright.

Ma Ziliak e Teather-Posadas hanno anche messo in evidenza il punto, piuttosto ovvio, che sappiamo già che un bambino che non vede non sarà capace di leggere l’alfabeto, per non parlare delle centinaia di caratteri Cinesi. L’esperimento, per usare un’espressione tecnica, è idiota. È come la battuta sull’esperimento di verificare se i paracaduti funzionano: butta 10 persone con un paracadute da un aeroplano a 1.500 metri di altezza, poi buttane 10 senza paracadute. La scienza è soddisfatta.  

Ziliak e Teather-Posadas fanno notare che l’esperimento degli occhiali da vista, e una buona parte del lavoro dei nuovi Premi Nobel, è tanto supefacentemente non etico, e idiota, quanto il noto esperimento di Tuskegee sulla sifilide, condotto dal 1931 fino almeno al 1971. In questo “studio”, uomini Afro-Americani furono casualmente selezionati per non ricevere la penicillina che gli scienziati medici del Dipartimento Statunitense della Salute già sapevano poter curare la malattia.

Gli economisti, come i ricercatori medici, sembrano aver perso il contatto con il loro vero ruolo. Essi non hanno l’imperativo morale di controllare le nostre vite. Questa è la missione che si assumono quando si concentrano su “policy” che comprendono ingannare o corrompere o costringere persone a fare ciò che è meglio. Sembra comunque positivo, fin quando non si realizza che questi comportamenti sono quelli che tua madre utilizzava quando avevi 2 anni e che non usa più quando cresci e diventi maggiorenne. Gli sperimentatori sul campo disprezzano la libertà adulta. E questo è l’altro modo in cui molti economisti hanno perso contatto con la realtà. Come sottolineato dall’economista William Easterly, un altro critico del lavoro sperimentale, e come discusso approfonditamente da questo autore in numerosi libri, il vero modo per risolvere la povertà mondiale è la libertà. Non dubbie, pesanti ed invasive policies somministrate dall’alto dall’élite.  

Come facciamo Easterly ed io a saperlo? Ci guardiamo intorno come scienziati economici, e vediamo che dopo che l’India nel 1991 abbandonò l’illiberalismo Gandhiano, e la Cina nel 1978 l’illiberalismo Maoista, e il Giappone nel 1868 l’illiberalismo Tokugawa, e dopo che nel 1776 la “Ricchezza delle Nazioni” di Adam Smith spazzò via le tesi illiberali, i poveri vennero arricchiti. Del 3.000 percento.

E il comitato di assegnazione del Premio Nobel sembra aver perso contatto con la scienza vera e propria, che non fa del metodo un feticcio, che osserva scrupolosamente dei principi etici e che è guidata da curiosità vere e non imbecilli. Quando il grande fisico e Premio Nobel Richard Feynman sospettò che il disastro del Challenger fosse avvenuto perché i sigilli si erano induriti e rotti durante un giorno insolitamente freddo, dimostrò la sua tesi immergendo un pezzo di sigillo di gomma in un bicchiere di acqua ghiacciata e poi rompendolo di fronte agli altri commissari. Quando lo storico Lord Acton scrisse che il potere tende a corrompere e che il potere assoluto corrompe assolutamente, aveva tratto questa indicazione da una vita spesa a studiare come tutti i grandi uomini fossero malvagi. Questa è scienza. E vale anche per la scienza economica.


[1] L’articolo originale, in inglese, si può trovare al seguente link: https://m.washingtontimes.com/news/2019/oct/21/the-nobel-committee-has-lost-touch-with-actual-sci/?fbclid=IwAR38kkWJjyKCcVkbIeH5hpXDCgJWD-FqtXgigiYReioYdIw6SdMHKGyu_fI

[2] Deirdre McCloskey è una economista e storica statunitense. Il suo ultimo libro è “Why Liberalism Works: How True Liberal Values Produce a Freer, More Equal, Prosperous World for All” (Yale University Press, 2019).

 

Non lasciare che si spenga la fiamma della libertà

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