Il concetto distorto della salute

 In Attualità

La salute prima di tutto! Abbiamo imparato ad attribuire questa affermazione ai tentativi di trovare una soluzione che si dimostri efficace in questi tempi segnati dal pericolo epidemico e dal rischio di contagio: siamo davvero sicuri che l’emergenza sanitaria sia circoscritta solo alle minacce fin qui descritte?
I dati lo testimoniano chiaramente, purtroppo: la pandemia ha generato ulteriori problematiche della stessa portata, se non superiore.

Come la grave recessione globale. Questione che – rassicurando l’invidia sociale di qualcuno – non impedirà soltanto l’accumulazione di ricchezza, bensì, provocherà una generale regressione del tenore di vita che per qualcuno significherà l’avere difficoltà nell’approvvigionamento dei beni di prima necessità.  
Il Fondo Monetario Internazionale, infatti, ha stimato una contrazione del PIL globale del 3%, un declino due volte più grave della grande recessione nel 2009. L’Italia sarà uno dei paesi più colpiti, con una decrescita pari al 9%.  D’altronde, il nostro Paese – come di consueto accade alle porte di una crisi economica globale – si presenta con un mostruoso debito sulle spalle e una crescita del pil negli ultimi trimestri prossima allo 0. Pertanto, la prospettiva non poteva che essere delle peggiori.

 

Per non parlare dell’incremento – in certi casi l’amplificazione – di malattie mentali. Ad affermarlo, in un articolo pubblicato dalla rivista Lancet Psychiatry, è un gruppo di 42 esperti mondiali che hanno formato la International COVID-19 Suicide Prevention Research Collaboration.  Il mio pensiero è rivolto soprattutto a quelle persone che – per forza di cose – stanno passando l’isolamento sociale agli estremi di tale accezione, in una condizione che non lascia scampo a pensieri martellanti.

Questa non vuole essere una critica sterile. Detto ciò mi sento di affermare che l’attuale gestione, data dall’ormai automatica associazione coronavirus-quarantena-lockdown, non può essere la soluzione più efficiente. 
Lungi da me la condanna a qualche policy makers – a parte l’ingiustificabile e aberrante caso della dittatura cinese -, poiché è semplice parlare col senno di poi. Tra l’altro – nonostante gli innumerevoli errori -, ci vorrà del tempo e lo faremo zoppicando ma molto probabilmente ne usciremo, sia a livello economico che sanitario. 

Tuttavia, voglio indirizzare questa analisi ad un fine costruttivo, al caso in cui – facendo i dovuti scongiuri – si ripresenti una nuova ondata, un’ipotesi già annunciata dall’OMS. In tal caso non ci saranno scusanti, l’attuale ondata dovrebbe averci insegnato molto
La politica purtroppo è compromesso, soprattutto per chi come noi porta avanti un’idea situata al di fuori del dibattito politico. Pertanto – considerando l’ovvio lascito della mentalità statalista – siamo certi che purtroppo non verranno incentivati gli investimenti privati, quantunque siano più produttivi, talaltra concretizzando le restrizioni di quelle attività che, con maggiore efficienza, avrebbero partecipato alla consegna di misure e materiali di sicurezza.

Ciò di cui abbiamo bisogno per ripartire è la ricchezza e non i soldi, che è ben diverso – colgo l’occasione per consigliare a qualche politico di ripassare le basi di economia, precisamente le variabili reali e nominali-. Produrremo ricchezza e benessere soltanto con il lavoro, non ci sono alternative, o meglio, le eventuali scorciatoie esistono per il sol fine di creare consenso, delle mosse ciniche che ci affonderanno. 
Fosse accaduto qualche decennio fa sarebbero morte milioni di persone. Per fortuna – soprattutto grazie alla libera iniziativa privata – oggi abbiamo sviluppato delle tecnologie in grado di limitare fortemente la letalità.  
Alle porte abbiamo un’emergenza molto seria e grave, su vari fronti. Nella storia ciò che ha garantito la sopravvivenza dell’uomo è stata la sua capacità di adattarsi, non di certo le scorciatoie per fuggire da un problema.

 

https://www.imf.org/~/media/Files/Publications/WEO/2020/April/English/text.ashx?la=en

https://www.thelancet.com/journals/lanpsy/article/PIIS2215-0366(20)30171-1/fulltext

 


Ti è piaciuto l'articolo?
Sostieni l'Istituto Liberale! Oltre al pacchetto d'iscrizione, riceverai aggiornamenti mensili sulle nostre attività e potrai partecipare alle conferenze online esclusive.
Post suggeriti