Le 3 politiche economiche che rendono brutale il Covid-19

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Ho una confessione da fare. Gli eventi delle ultime settimane che riguardano il COVID-19 mi hanno davvero frustrato.

Non sono l’unico ad esserlo. I politici e i media sono ossessionati dal fatto che le persone non rispettano le linee guida o che non prendano sul serio questa pandemia. Coloro che hanno perso il lavoro sono preoccupati che il governo non stia facendo di più per aiutarli. La mia frustrazione è dovuta al livello preoccupante dell’ignoranza economica mostrata da politici e cittadini. In effetti, penso che questa crisi si potesse prevenire, nel caso in cui non fossimo circondati da una diffusa ignoranza.

Ci viene detto che stiamo affrontando un virus mortale difficile da contenere, ma la preoccupazione più urgente è che questa pandemia probabilmente risuleterà peggiore di quanto avrebbe potuto essere, a causa della carenza di test, dispositivi di protezione, ventilatori e letti ospedalieri. La cosa spiacevole è che queste tipo di mancanze avrebbero potuto essere facilmente evitabili; tuttavia si verificano come conseguenza diretta di politiche governative scadenti. E sebbene queste politiche si estendano su più giurisdizioni, la loro caratteristica comune è che tutte fanno emergere un’ignoranza dell’economia di base.

Alcuni esempi particolarmente significativi dovrebbero aiutare a illustrare questo punto.


1. Leggi relative al prezzo

Di fronte all’aumento della domanda, molte persone denunciano la libertà dei prezzi, considerandola come uno sfruttamento spietato di consumatori disperati. Ma quando teniamo in considerazione i principi economici coinvolti, ci rendiamo conto che prezzi più alti sono effettivamente vantaggiosi perché favoriscono la conservazione delle risorse e incoraggiano la produzione. Sfortunatamente molti politici non sembrano interpretare la questione allo stesso modo, quindi impongono massimali di prezzo che causano la carenza di tutto, dalla carta igienica alle forniture mediche. Queste carenze potrebbero essere ampiamente mitigate, ma solo se per prima cosa colmiamo le nostra attuale situazione di alfabetizzazione economica.

Per illustrare meglio il senso di queste leggi, considera che è prassi normale in molti settori pagare i dipendenti per raddoppiare il loro salario orario ogni volta che fanno gli straordinari. I dipendenti si aspettano con impazienza i soldi extra e approfittano volentieri del proprio datore di lavoro, specie quando la loro forza-lavoro è molto richiesta. In questo contesto la maggior parte delle persone riconosce che quando aumenta la domanda di lavoro ha senso aumentare il prezzo, anche con un margine significativo.

Si potrebbe dire che i lavoratori stanno “sfruttando” la disperazione del loro datore di lavoro per il personale, ma in realtà stanno solo offrendo il loro lavoro al nuovo prezzo di mercato. Allo stesso modo, i prezzi più elevati per qualsiasi prodotto sono solo il risultato naturale di un aumento della domanda o di una diminuzione dell’offerta. La riduzione del prezzo potrebbe essere più improvvisa, ma ciò non lo rende meno legittimo.

2. Eccessive regolamentazioni della Food and Drug Administration (FDA)

Sebbene molte normative vengono prese con buone intenzioni, spesso riescono solo a peggiorare le cose. Lo scopo dichiarato potrebbe essere quello di migliorare la qualità del prodotto, ma il risultato è che i prodotti diventano significativamente più costosi e rallentano i tempi di produzione rispetto a quanto farebbero in un mercato libero. Inoltre, i prodotti che sarebbero al margine senza le normative sono ora impossibili da produrre in modo redditizio, quindi ci sarà inevitabilmente meno produzione e più scarsità.

La burocrazia della FDA, in particolare, ha paralizzato gli sforzi del mercato per rispondere a questa pandemia. Queste normative hanno ostacolato la produzione e la distribuzione di migliaia di ventilatori, maschere e kit di test, mentre altre normative hanno limitato la disponibilità di letti ospedalieri. Alcune di queste normative sono state addirittura revocate per accelerare lo sviluppo di questi prodotti, sollevando da tempo domande sul fatto che fossero realmente necessarie.

Il mercato sarebbe in grado di rispondere a questa crisi se solo i governi non lo ostacolassero attraverso regolamentazioni. Ma fino a quando questo non potrà accadere, le persone potrebbero benissimo morire a causa della carenza di forniture mediche; non perché non possano essere prodotte, ma semplicemente perché non sono state approvate. Se vogliamo evitare questo, dobbiamo capire che la burocrazia è più di un semplice fastidio e dobbiamo contrastare con forza il tipo di cultura che la incoraggia.


3. Protezionismo

Le politiche protezionistiche sembrano essere particolarmente popolari durante i periodi di disperazione. Di solito queste politiche riguardano la protezione dei produttori nazionali limitando le importazioni, ma recentemente abbiamo visto anche tentativi di limitare le esportazioni affinché i governi si affrettino a mantenere le forniture mediche all’interno dei propri confini.

Molte persone sembrano attratte dall’idea che la loro nazione dovrebbe essere autosufficiente. C’è questa pervasiva idea che “noi” dobbiamo proteggere “il nostro personale” e fare affidamento sui “nostri” produttori. Direi che è deplorevole che un simile tribalismo affligga ancora considerazioni economiche. Il nazionalismo può essere allettante, ma mostra una preoccupante ignoranza della divisione del lavoro e provoca un rifiuto, favorito dalla disinformazione, del libero scambio.

Una corretta comprensione dell’economia ci informa che il libero scambio è un fattore chiave per l’efficienza, poiché incoraggia gli individui e le imprese (non le nazioni) a produrre beni e servizi in base al loro vantaggio comparato. Pertanto, quando il commercio è limitato dalle politiche protezionistiche, i consumatori alla fine sopportano il costo della inevitabile inefficienza.

Viviamo in un’epoca in cui il libero scambio internazionale non è mai stato così importante: la divisione globale del lavoro è essenziale per il nostro modo di essere e non possiamo limitarci ad ignorarlo. I governi potrebbero tentare di produrre la maggior parte delle loro forniture a livello nazionale, ma sarà drasticamente meno efficiente (e quindi più lento e più costoso) rispetto alla situazione in cui permettiamo alle persone di commerciare liberamente in un mercato aperto.


La radice del problema

Nei prossimi mesi migliaia di morti verranno associati al COVID-19, ma il virus non è la principale causa. La causa principale saranno probabilmente le carenze e le inefficienze create da politiche sterili, che a loro volta derivano dall’inefficienza dei politici e dall’analfabetismo economico del cittadino medio. Alla fine, l’ignoranza sarà il vero responsabile delle morti.

Quindi, mentre un vaccino per il virus sarebbe fantastico, ciò di cui abbiamo davvero bisogno è una cura per la nostra ignoranza. Ma quel tipo di cura non può essere sviluppato in laboratori e uffici da ricercatori e scienziati. Deve essere prodotto da scrittori e insegnanti.

Perché se l’ignoranza è la malattia, l’educazione è la cura.

Articolo tradotto da Raffaele Dadone.
Titolo originale: 3 Economic Policies That Made the COVID-19 Pandemic Worse Than It Had to Be
Sito FEE https://fee.org/articles/3-economic-policies-that-made-the-covid-19-pandemic-worse-than-it-had-to-be/

Non lasciare che si spenga la fiamma della libertà

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