Manovra 2021: appuntamento con la patrimoniale

 In Attualità, Economia, Politica

L’Italia è stata colpita da uno shock sanitario ed economico chiamato Coronavirus, che oltre a mietere vittime e obbligare alla quarantena ferma molte attività economiche. Citando il Professor Nicola Rossi, il Covid-19 colpisce sia gli Stati che le persone infliggendo molti danni ai più anziani (demograficamente) e a quelli con patologie pregresse (debito alto, crescita ferma, spese clientelari ecc.)

Il governo Conte si è giocato subito l’asso del deficit per compensare, per quel che si può, gli effetti del Covid-19 sulle strutture sanitarie e sull’ecosistema economico.

Fra queste misure c’è anche l’ennesimo abominevole sussidio/regalo ad Alitalia, per approfondimenti e per unirvi alla battaglia contro lo sperpero delle vostre tasse seguite il Professor Andrea Giuricin (https://www.facebook.com/andrea.giuricin) e firmate la sua petizione (https://www.change.org/p/giuseppe-conte-basta-soldi-pubblici-per-alitalia?recruiter=905430935&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_petition&recruited_by_id=9dd7f2f0-cee8-11e8-9a54-1d84f5a030df&utm_content=starter_fb_share_content_it-it:v7&fbclid=IwAR29sptC1_tepDInN5djiog64RCQafD_EJSI9OyVHootD5Fe6BTBOtDKmEs).

Il decreto chiamato “Cura Italia” (il nome si sarebbe potuto evitare) contiene spese per ulteriori 25 miliardi, fra spese sanitarie, casse integrazioni speciali e sussidi vari. Senza entrare nel dettaglio delle misure, come saremo messi dopo l’emergenza, sperando che termini il prima possibile?

Diverse imprese saranno fallite, tanti lavoratori avranno perso il lavoro e il PIL sarà inevitabilmente sceso. La recessione per quest’anno è già una certezza.

Cosa avverrà al bilancio pubblico?

Non sapendo quanto durerà questa emergenza e quale impatto avrà (e non essendo un’econometrista), proverò giusto a mettere in relazione l’impatto del Covid-19 con deficit e rapporto debito pubblico/PIL.

I dati di partenza sono:

  • il Pil 2019 era pari a 1787 miliardi di euro;
  • il deficit previsto con una crescita dello 0,2 era del 2,2 %, pari a 39,3 miliardi di euro;
  • nel decreto Cura Italia è previsto ulteriore deficit per 25 miliardi;
  • il rapporto debito/PIL di fine 2019 era pari a 134,8%.

Adesso assumo qualche ipotesi:

  • per ogni punto di PIL perso, il deficit di bilancio peggiora almeno dello 0,42% che è il livello della pressione fiscale (con una tassazione progressiva è verosimile sia di più)
  • A questo bisogna aggiungere le spese per ammortizzatori sociali (ex: sussidio di disoccupazione, reddito di cittadinanza ecc), politiche espansive e maggiori interessi.
  • Ipotizzo, anche per semplicità, che tutto questo insieme comporti un peggioramento di 0,5% per ogni punto di PIL perso.

Qui la tabella coi dati:


Perdita PIL
Deficit PIL Deficit/PIL Debito Debito PIL
0% 64,3 1789,0 3,6% 2475,9 138,4%
1% 73,2 1771,1 4,1% 2484,8 140,3%
2% 82,2 1753,2 4,7% 2493,8 142,2%
3% 91,1 1735,3 5,3% 2502,7 144,2%
4% 100,1 1717,4 5,8% 2511,7 146,2%
5% 109,0 1699,6 6,4% 2520,6 148,3%
6% 118,0 1681,7 7,0% 2529,5 150,4%
7% 126,9 1663,8 7,6% 2538,5 152,6%
8% 135,9 1645,9 8,3% 2547,4 154,8%
9% 144,8 1628,0 8,9% 2556,4 157,0%
10% 153,8 1610,1 9,5% 2565,3 159,3%

Cosa accadrà alla prossima manovra di bilancio (o prima se ci mangia lo spread) con un debito verosimilmente vicino al 145% del PIL e mercati pronti ad azzannarci?

Posso immaginare 3 ipotesi:

  1. Patrimoniale sui conti correnti, titoli in portafoglio e valori mobiliari (case e simili) per fare cassa e dare il segnale che si è dei creditori affidabili.
  2. Default per rinnegare parte del valore dei titoli del debito pubblico.
  3. Prestito da organismi sovranazionali, come il MES (suggerito dal Professor Galli già da ora) per ottenere liquidità illimitata dalla BCE in cambio (anche se in realtà ci guadagniamo due volte) di riforme strutturali per favorire la crescita, ed eventuale rinegoziazione del debito (e questo è un costo per chi ha quei titoli). Questa ipotesi può comprendere perciò anche l’opzione 2.

Anche se non è esplicito, il cambiamento unilaterale del valore del debito è quasi uguale ad una tassa patrimoniale, però ha il vantaggio (temporaneo, perché poi ci costerà in credibilità come Paese) che verrà pagata anche da investitori/risparmiatori stranieri, deprimendo l’economia di altri Paesi invece della nostra, e facendo arrabbiare persone che non sono elettori.


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