A cosa serve la scuola e perché hai ragione ad annoiarti tra i banchi?

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Quante volte abbiamo sentito professori, nonni e genitori spesso dire alle nuove generazioni che l’unico modo per migliorare la propria condizione economica è impegnarsi a scuola. Sicuramente 50 anni fa chi aveva una laurea aveva un vantaggio non indifferente. Ti laureavi ed eri l’unico medico, l’unico avvocato, l’unico ingegnere, l’unico laureato in qualcosa e acquisivi rispetto oltre a poter accedere ad uno stipendio molto importante.

Nel XXI sec è ancora valido il consiglio l’unico modo per migliorare la propria condizione economica è impegnarsi a scuola?

La prima cosa che sicuramente avrai notato è che avere una laurea non è più necessario per avere uno stipendio, anche importante. Calciatori, show girls e show man, influencers sono solo piccoli esempi di come oggi si possa lavorare anche senza titolo di studio altisonante. Persino giocare ai videogame è diventato remunerativo, come insegna Kyle Giersdorf classe 2003 e campione della Fortnite World Cup 2019 con un premio di 3 milioni di dollari.

E questo è tanto vero all’estero quanto in Italia. Dubito altamente che i genitori di Kyle si lamentino del fatto che stia sempre davanti la Playstation. Ovviamente questo non è un incoraggiamento a stare davanti la Playstation, a meno che voi non vogliate seriamente partecipare alla prossima Fortnite World Cup.

Ma il successo non è legato solo all’intrattenimento; in un mondo dove i capitali si spostano molto velocemente, tra bandi nazionali ed extra nazionali, business angels, investitori per mestiere e l’innovazione tecnologica in continuo mutamento, anche giovani con delle idee brillanti e un po’ di forza di volontà possono diventare imprenditori di successo avviando una Startup. Nel 2019 StartUpItalia ha trovato più di 100 Startup da tenere d’occhio e la quasi totalità è capitalizzata per oltre un milione di euro.
Sicuramente 50 anni fa tutto questo non era possibile e studiare era la scelta più saggia.

Appurato che la laurea (ma anche più in generale studiare) oggi non è più necessaria per vivere in questo mondo, vediamo se è almeno sufficiente.
Questo secondo punto parte da un’indagine del Sole24Ore. Qui scopriamo che laurearsi, su gran parte del territorio, non conviene. Il Sole24Ore ha cercato di calcolare quanto tempo ci mette un laureato (in 3 anni senza andare fuori corso N.d.R.) a raggiungere lo stesso patrimonio di un diplomato che dopo la maturità è andato subito a lavorare.

Quello che scopriamo è che se questo paragone viene fatto in province come Roma e Milano, il patrimonio del laureato raggiunge quello del diplomato in 10 anni, ma arriva a toccare i 77 anni in province come Viterbo e 65 per Imperia. Con una mediana intorno ai 28 anni di lavoro.
Ciò vuol dire che in province come Trento (che sono vicino alla mediana), se Francesco si diploma a 18 anni e il suo compagno di banco Marco si laurea a 21, quest’ultimo arriverà a raggiungere lo stesso patrimonio del suo amico Francesco all’età di 49 anni.

Questo significa che quindi studiare non serve più a niente?

 I dati sembrano suggerirci che studiare non sembra essere più né necessario né sufficiente. Mentre le statistiche, secondo Actionaid, ci pongono come l’ultimo paese per istruzione dei giovani tra i paesi dell’area OCSE.
La realtà dei fatti, però, è tutt’altro che questa. Un breve estratto sulla formazione ci spiega cosa sta succedendo.

La maggior parte dei sistemi educativi odierni sono modellati sulla medesima gerarchia di apprendimento: al vertice ci sono la matematica e le scienze naturali, nel mezzo le scienze umanistiche, mentre la base è occupata dalle arti. Questo è dovuto al fatto che questi sistemi furono sviluppati nel XIX secolo, in piena rivoluzione industriale, e a quel tempo una simile gerarchia era la migliore base possibile per garantire a un individuo il successo personale. Oggi non è più così. Con una cultura in rapido mutamento e un’economia in costante crescita e sempre più basata sull’informazione, la vera risorsa sono le idee creative. Una risorsa che, tuttavia, il nostro attuale sistema educativo fa ben poco per coltivare. [1]

Cos’ha fatto quindi il mercato per sopperire a questa scuola “vecchia” che non piace a te e non piace al mercato?

Mentre l’Italia è terzultima per spesa nell’istruzione istituzionale, avendo un sistema educativo che è rimasto uguale a oltre 40 anni fa nonostante il mondo sia completamente cambiato, fuori dalla formazione Statale è nato un mercato attorno alla crescita personale che ogni anno vede incrementi di fatturato. Che siano corsi di auto-aiuto, corsi per l’indipendenza finanziaria, corsi per imprenditori, corsi per diventare imprenditori o semplicemente corsi per imparare determinate abilità, ad oggi le persone trovano più interessante avvicinarsi a questi tipi di formazione piuttosto che spolverare vecchi libri che poco hanno a che vedere con il mondo moderno, a meno che non si voglia diventare ricercatore.

La Giusta Scuola

Lo Stato è lento nel rinnovarsi e così il mercato, che è più veloce e soddisfa meglio le esigenze che si creano giorno dopo giorno, risponde con la proliferazione di corsi e scuole di formazione.

Cosa dovrebbe quindi fare la scuola statale? Personalmente ritengo che la scuola statale debba concentrarsi nello sviluppare quelle che sono le caratteristiche di un individuo immutabili nel tempo:
1 -migliorare le capacità cognitive;
2- migliorare le capacità fisiche;
3- migliorare lo spirito critico;
4- migliorare la coscienza civica;
5- migliorare il pensiero laterale;
6- approfondire quelle che sono le finestre di opportunità nel mondo attuale;
7- dedicare solo una parte del tempo allo studio classico che oggi conosciamo, integrandolo con materie importanti come statistica ed economia.

Soltanto un individuo così formato è capace di sfruttare a pieno il suo potenziale diventando parte e autore di una società migliore. Per finire, vi invito a risolvere un test d’ammissione che viene fatto per essere accettati in una scuola elementare cinese.

Nel parcheggio ci sono 6 posti auto. Ognuno è numerato, ne manca uno. Domanda: in quale posto è parcheggiata la macchina? Avete 30 secondi per rispondere.

Se non ci siete riusciti, sappiate che non potrete accedere ad una classe elementare cinese… Dà da pensare.

 

[1] Peter H. Diamandis, Steven Kotler – Abbondanza, il futuro è migliore di quanto pensiate. Codice Ed.
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